Squilibrio ed Equilibrio, Kaos e Kosmos l’altalena perpetua del movimento della Vita

In principio era il Kaos, ovvero un miscuglio universale e disordinato della materia, una forma indefinibile ed indescrivibile che racchiudeva cielo, mare e terra… una sorta di oscurità primordiale … così molte delle culture più antiche raccontano indicativamente l’inizio della “Creazione”….

Tutto nasce dal Kaos e si ordina di fronte alla comprensione attraverso il Kosmos.

Se Kosmos è semplicemente l’ordine che conosciamo, cioè, per meglio dire come lo conosciamo e/o vogliamo che sia, Kaos è l’ordine a noi ancora sconosciuto, di cui cioè ci sfugge il controllo, perché ancora non riusciamo a comprenderlo.

Se quindi per Kosmos possiamo considerare le immagini che decidiamo di crearci, i nostri piani, le tentate programmazioni della nostra vita ed addirittura nella forma più “viziosa” anche la vita degli altri; Kaos può rappresentare le emozioni, i sentimenti ed i vissuti, tutto quello che ci “con-fonde”, su cui non abbiamo potere…di fatto la nostra parte più Vera per la nostra realtà percettiva.

Kaos è il magma primordiale che tutto brucia e disgrega – χάος, kaos in Greco letteralmente “ciò che arde”,  da cui però poi tutto il nuovo nasce.

Kosmos è la materia ormai raffreddata e formata, la quale può quindi essere facilmente porzionata e messa “in ordine”.

 

Quando siamo in “Crisi”, ovvero nel momento della “scelta” dall’etimologia greca della parola stessa, siamo di fronte alla paure del nostro Kaos, dell’indefinito.  

Alla luce di tutto ciò che ho sopracitato dobbiamo essere perciò consapevoli che ogni KAOS possiede infiniti KOSMOS già dentro di lui, a noi sta solo di entrare in questo ordine della natura; accettare il KAOS (lo squilibrio), come momento di passaggio, per trovare il nuovo KOSMOS(equilibrio) e ritornare virtuosamente verso il principio del PIACERE, radice della vita stessa.

Pensiamoci bene, quando il nostro corpo ha fame, si trova in una posizione di squilibrio energetico, mangiando prova PIACERE e raggiunge l’equilibrio. Dopo che ha raggiunto questo stato, lentamente partirà la digestione organica che porterà nuovamente il corpo in una condizione di squilibrio per ritrovare così ciclicamente attraverso il PIACERE un nuovo EQUILIBRIO. 

Bloccare il processo di carico e scarico energetico, ovvero, non scegliere, non accettare il Kaos per raggiungere il nuovo Kosmos pietrifica la vita e tende ad allontanare dalla stessa ogni principio di piacere.

Per far nascere un nuovo Respiro devo accettare che ne muoia uno prima.

Solo passando da uno squilibrio è possibile creare un movimento che crei un nuovo Equilibrio….

Niente si crea ma tutto si trasforma, diceva Einstein, ed è proprio così anche nel campo della nostra psiche, accettare che qualcosa possa “morire” è la prima legge di quella che potremo chiamare Evoluzione Personale.

 

Alcuni cenni storici sul concetto di Kaos e Kosmos: la storia di Pitea

Intorno al 300 a.C. l’esploratore greco Pitea, abbandonato il consueto mondo mediterraneo, attraversò le Colonne d’Ercole e diresse la sua nave verso i lontani mari boreali. Dopo essere giunto in Britannia, proseguì in direzione nord fino alla misteriosa terra di Thule ovvero la lontanissima Islanda. Pitea fu il primo esponente del mondo classico a osservare i lastroni di ghiaccio che si staccavano dalle banchise polari e le fitte nebbie dei mari settentrionali. Di fronte a queste inaudite trasformazioni e mescolanze tra elemento solido e liquido, tra liquido e aeriforme, Pitea dedusse di essere giunto agli estremi confini del mondo, laddove tutti gli elementi perdevano la loro stabilità e si confondevano nel Kaos primordiale.

«Kaos». Con questa parola si indicava, particolarmente nei miti teogonici, lo stato iniziale di tutte le cose, prima che esse prendessero le forme e gli attributi stabiliti dall’ordine interno del’universo. Ma Kaos acquistava il suo pieno significato solo in opposizione alla nozione di Kosmos termine con il quale già i Pitagorici (secondo Diogene Laerzio) o Parmenide (secondo Teofrasto) designavano il mondo in quanto ordine, compiutezza, determinatezza. Il kósmos era distinzione degli elementi, ordine matematico, precisione astronomica; era sia la struttura cosmologica dell’universo, sia le leggi che governavano la società umana. Nel kósmos tutte le cose godevano della loro natura specifica. Al contrario, il cháos era l’indeterminatezza, la confusione, la mancanza di identità. Nel cháos tutte le cose già erano presenti in potenza, per quanto indistinguibili dal fondo caotico, ma è solo nel kósmos che acquistavano forma distinta e contingente.

Publius Ovidius Naso, che degli scrittori augustei fu forse il più brillante, diede principio alla sua scintillante rassegna di metamorfosi proprio con la prima di tutte le trasformazioni, quella dal cháos in kósmos.

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